Il Servizio Civile Universale non è solo una politica per i giovani: è una leva strategica per accompagnare i territori nella transizione ecologica e digitale, rafforzando coesione sociale, partecipazione e capacità di innovazione delle comunità locali.
Con questa visione, il Presidente di Fondazione Amesci, Enrico Maria Borrelli, ha preso parte oggi a Roma, presso Palazzo Valentini, all’evento “Comuni Ecodigital: workshop e best practice di giovani, startup e istituzioni per un futuro sostenibile”, portando il contributo e le best practice maturate dalla Fondazione nel lavoro quotidiano con i comuni e con migliaia di giovani su tutto il territorio nazionale.
Nel suo intervento, il Presidente ha sottolineato come non possa esistere un vero comune ecodigital senza un investimento strutturale sulle persone, e in particolare sui giovani. Tecnologia e sostenibilità, infatti, non sono solo questioni infrastrutturali, ma processi sociali e culturali che richiedono competenze, consapevolezza e partecipazione attiva. In questo quadro, il Servizio Civile Universale emerge come una vera infrastruttura civica: uno strumento capace di rendere i giovani protagonisti del cambiamento, facilitatori digitali, promotori di sostenibilità ambientale, attivatori di comunità e ponti tra istituzioni e cittadini.
I giovani in Servizio Civile generano valore condiviso: sviluppano competenze, rafforzano il capitale sociale e contribuiscono a rendere le amministrazioni locali più capaci di innovare e rispondere ai bisogni delle comunità.
Per la Fondazione Amesci, il Servizio Civile Universale è una scelta di policy concreta: uno strumento che consente ai comuni di coinvolgere i giovani nei processi di innovazione e di rendere la transizione ecodigital un percorso reale, misurabile e condiviso.








