Con profondo cordoglio ricordiamo Gino Nicolais, scomparso all’età di 83 anni, figura di straordinario spessore umano, scientifico e istituzionale. Ingegnere, accademico e uomo delle istituzioni, ha saputo incarnare come pochi il valore del sapere messo al servizio della collettività.
Professore ordinario all’Università Federico II di Napoli e scienziato di fama internazionale nel campo dei materiali avanzati, Nicolais ha sempre creduto che la conoscenza dovesse tradursi in opportunità concrete di crescita, soprattutto per le nuove generazioni. Questo principio ha guidato anche il suo impegno pubblico, da assessore regionale all’università e alla ricerca in Campania, fino al ruolo di Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, dove ha contribuito alla modernizzazione dello Stato e alla diffusione di una cultura dell’innovazione e del merito.
Particolare attenzione ha sempre riservato ai giovani, alla loro formazione e alla partecipazione attiva alla vita civile del Paese, riconoscendo nel servizio civile uno strumento fondamentale di educazione alla cittadinanza, di inclusione e di crescita personale e collettiva..
La Fondazione Amesci lo ricorda con gratitudine anche come socio onorario, per la vicinanza dimostrata ai valori dell’impegno civico, della responsabilità sociale e della centralità delle politiche giovanili. Il suo pensiero e il suo esempio continuano a rappresentare un punto di riferimento per chi crede in un’Italia capace di investire su conoscenza, partecipazione e futuro.
Per il Presidente della Fondazione Amesci, Enrico Maria Borrelli: “È stato un uomo che ha creduto nel sapere come servizio e nella responsabilità di investire sui giovani. Lo ha fatto nella ricerca, nelle istituzioni e nell’impegno civile, riconoscendo nel servizio civile uno strumento concreto di crescita e cittadinanza. Amesci perde un riferimento culturale e ideale che ha creduto nel valore dei giovani, nel servizio civile come esperienza formativa e nella cittadinanza attiva come fondamento della vita democratica. Il suo lascito continuerà a vivere nelle idee, nelle istituzioni e nei giovani che ha saputo ispirare”.








