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Amesci > News > Fondazione > Verso una Difesa Civile non armata e non violenta: presentata in Cassazione la proposta

Verso una Difesa Civile non armata e non violenta: presentata in Cassazione la proposta

E’ stato depositato oggi presso la Corte di Cassazione il titolo della Legge di Iniziativa popolare che sarà l’architrave della campagna per la “Difesa Civile non armata e nonviolenta”.

4 Luglio 2014
in Fondazione

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Le reti ed organizzazioni (Tavolo Interventi Civili di Pace, Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Campagna Sbilanciamoci, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo) che da tempo si muovono congiuntamente per sviluppare concretamente, anche a livello istituzionale, un’alternativa nonviolenta di costruzione della Pace hanno così voluto segnare una nuova tappa nel percorso comune iniziato da qualche mese.

Dopo l’estate partirà la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare che prevede un testo legislativo volto alla “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. L’intenzione delle reti è quella di dare inizio alla raccolta di adesioni nella Giornata Internazionale della Nonviolenza in programma il prossimo 2 ottobre (data di nascita del Mahatma Gandhi).

La Campagna ha scelto come strumento politico e di azione la presentazione di una Legge di Iniziativa Popolare per il più ampio confronto pubblico (con politica e società civile) che punti a ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52). Si tratta di principi che non sono mai stati realmente attuati, perché nel corso degli ultimi decenni la difesa è sempre stata intesa solo dal punto di vista armato ed affidata alle strutture militari. L’intenzione della nostra Campagna è dunque quella di estendere e riappropriarci di un concetto più ampio: le grandi lotte per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e del servizio civile iniziate fin dal dopoguerra hanno portato al riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico di una Difesa della Patria è molto più articolata ed estesa di quella semplicemente militare.

L’obiettivo è quello della costituzione di un Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

“La proposta di istituire un Sistema nazionale di Difesa Civile, che affianchi quello militare, recepisce non soltanto il chiaro dettato costituzionale che pone in capo ad ogni cittadino il dovere di contribuire alla difesa della Patria, ma anche gli sforzi profusi in questi anni dal legislatore che, attraverso l’istituzione del Servizio Civile Nazionale e dei Corpi Civili di Pace, ha gettato le basi culturali e organizzative sulle quali costruire questo sistema” ha dichiarato Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum nazionale Servizio Civile. “Dalla tutela dell’ambiente alla protezione civile, dalla promozione culturale alla tutela dei diritti dei più deboli, il Sistema di Difesa Civile della Patria promuoverà l’insieme delle azioni e delle attività che le istituzioni, i cittadini e le loro organizzazioni potranno mettere in campo per contrastare le piaghe del disagio, dell’esclusione sociale e del degrado. Questa è la difesa della Patria di cui c’è oggi bisogno” ha spiegato Borrelli.

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