Il 15 dicembre il nostro Paese celebra la Giornata Nazionale del Servizio civile universale, un’occasione per riconoscere il valore concreto che questa esperienza rappresenta per il Paese e per le giovani generazioni.
Ogni anno migliaia di ragazze e ragazzi scelgono di dedicare tempo ed energie alle loro comunità. È una scelta semplice, ma profondamente significativa: dimostra che esiste una generazione capace di partecipare, di mettersi in gioco e di contribuire al benessere collettivo.
Il Servizio Civile Universale non è soltanto un programma pubblico.
È, nel senso più alto, una comunità educante, un patto intergenerazionale che congiunge le istituzioni, gli enti, i territori e i giovani attorno a un’idea forte di Paese: un’Italia che non lascia indietro nessuno, che investe nel bene comune, che riconosce nella pace, nella solidarietà e nella tutela della persona i propri cardini costituzionali.
In questa giornata, sento innanzitutto il dovere – e il desiderio sincero – di ringraziare tutti gli enti di servizio civile, pubblici e del Terzo Settore, che ne rendono possibile il funzionamento.
Senza il loro impegno, la loro visione e la loro capacità di accoglienza, il Servizio Civile Universale non potrebbe esistere. Sono migliaia le organizzazioni che, quotidianamente, trasformano in realtà una delle più straordinarie politiche pubbliche del nostro Paese: una politica che vive in sussidiarietà, che cresce nei territori, che si rigenera nell’incontro tra giovani e comunità.
A queste realtà è necessario tributare un riconoscimento pieno e profondo: agli operatori locali di progetto, ai formatori, ai selettori, ai coordinatori e a tutte le persone che, con un impegno che spesso ha il carattere generoso del volontariato, accompagnano i giovani lungo l’intero anno di servizio affinché ciascuno di loro trovi un contesto significativo in cui crescere e contribuire. Sono loro, insieme ai giovani, a dare vita ogni giorno al Servizio Civile Universale.
E proprio i giovani meritano oggi una speciale attenzione. Il loro gesto – la scelta di servire la comunità – non è scontato, non è banale, non è neutro. È un gesto di fiducia nel Paese, nelle istituzioni, nel futuro.
Il Servizio Civile Universale offre loro un’occasione unica: quella di crescere come cittadini, di sviluppare competenze personali e professionali, di comprendere da dentro la complessità del sociale, dell’amministrazione pubblica, della relazione educativa, della cura dei territori.
In un tempo attraversato da frammentazione, incertezze globali e nuove vulnerabilità, il Servizio Civile Universale rappresenta una risposta alta, concreta, profondamente generativa.
È un’esperienza che unisce, che educa, che costruisce comunità.
È la dimostrazione che la democrazia non vive soltanto nelle istituzioni, ma nella scelta quotidiana di tanti cittadini e cittadine che decidono di prendersi cura gli uni degli altri.
In questa Giornata nazionale, come Presidente della Consulta, rinnovo l’impegno a difendere, promuovere e rafforzare il Servizio Civile Universale, consapevole che esso è – e continuerà ad essere – uno dei pilastri più vitali della partecipazione civica in Italia.
Alla grande comunità del Servizio Civile Universale – enti, operatori, volontari e giovani – va oggi la nostra gratitudine più sincera. È grazie a voi se il Servizio Civile continua a essere un faro per il Paese e un laboratorio indispensabile per la crescita democratica delle nuove generazioni.
Fonte (Vita.it)








