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Hate speech e fake news: il Servizio Civile fa tappa in Polonia

Due le operatrici volontarie in Servizio Civile di Amesci Padova che, coinvolte nell'iniziativa europea, apprenderanno nuovi stumenti per prevenire l'odio online.


Aiutare i giovani a riconoscere i discorsi d’odio online, fornendogli strumenti utili per prevenirli: sarà questo uno dei temi che caratterizzerà il training course “How to protect young people from being radicalized? Counteracting hate speech and fake news” in programma a Poznan (Polonia) dal 14 al 21 novembre 2021.

Un’opportunità formativa che, organizzata nell’ambito del progetto “International Team Coaching for Youth Workers”, finanziato dal programma Erasmus+, di cui è ente partner anche il Comune di Padova, vedrà la partecipazione di 25 giovani provenienti da Italia, Germania, Grecia, Polonia e Ucraina.

Tra questi, anche le due giovani operatrici volontarie in Servizio Civile, Cecilia e Rebecca, impegnate nel progetto “Enjoy" presso la sede di Amesci Padova. Il progetto, attivo anche presso la sede di Napoli e Roma, nell'ambito del settore d'intervento dell'Educazione e Promozione Culturale, si propone come obiettivo generale quello di incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani, stimolando il loro senso di appartenenza alla comunità. Nel particolare, la partecipazione al training course sarà anche l'occasione per metter a frutto uno degli obiettivi specifici del progetto Enjoy che punta a stimolare un uso critico e consapevole dei nuovi media, in particolare dei social network.

Una formazione, questa strutturata in Polonia, che si propone di rafforzare le competenze dei partecipanti sul tema dell’hate speech, con uno speciale focus dedicato alle fake news, prevedendo l'apprendimento di nuovi strumenti e strategie tese a contrastare l'incitamento all'odio tra i giovani, prevenendone così la radicalizzazione.

Secondo i dati forniti da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti nell’ambito della pubblicazione della V Mappa dell’Intolleranza - infatti, nell’anno della pandemia si odia in modo diverso, più radicato e radicale, anche se quantitativamente il fenomeno è diminuito. Nel particolare, la fotografia mostra come l’odio via social si sia concentrato nei confronti delle donne (soprattutto se lavorano), seguite da ebrei e musulmani (clicca qui per approfondire).

Seguite le nostre stories su IG e Facebook attraverso cui Cecilia e Rebecca racconteranno gli sviluppi e le fasi più interessanti della formazione.

Qui il programma completo.

Data pubblicazione: 12/11/2021

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