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“NO alla guerra!”: l’appello delle associazioni del Tavolo Pace, cooperazione e diritti umani di Padova Capitale del volontariato 2020

A seguito dei recenti eventi di guerra provenienti dal fronte russo – ucraino, le associazioni rilanciano il Manifesto di pace.


“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art.11, Costituzione Italiana)

A distanza di un anno dal concerto “Echi di Pace”, le associazioni del Tavolo pace, diritti umani e cooperazione internazionale di Padova Capitale del volontariato 2020, tra cui la Fondazione Amesci, rilanciano il Manifesto della pace ed il concerto del 26 marzo 2021 che puoi rivedere qui. Oggi gli uragani di guerra provenienti dal fronte russo-ucraino ci interpellano con forza e tutte le associazioni che presiedono il Tavolo vogliono ribadire fermamente che l’unico obiettivo al quale tendere è la pace subito e sempre.

“Con la guerra tutto si perde, tutto. Non c’è vittoria in una guerra, tutto è sconfitta.” Queste le parole di Papa Francesco che confermano che la strada da perseguire è quella del disarmo, non della corsa agli armamenti, è quella del cessate il fuoco e delle trattative, non di un’interminabile catena di orrori, sangue, morti, sfollati, crimini di guerra.

“Se ti prepari alla guerra avrai la guerra, se ti prepari alla pace avrai la pace.” Con le parole dell’attivista pacifista ucraino Yurii Sheliazhenko affermiamo che evidentemente l’Europa e il nostro Paese non abbiano difeso e sostenuto abbastanza la pace e che questa vada perseguita tenacemente. Non possiamo pertanto giustificare il recente aumento delle spese militari. Chiediamo inoltre al governo italiano di aderire immediatamente al trattato per la proibizione delle armi nucleari.

Qui di seguito il Manifesto per la Pace scritto dalle associazioni del Tavolo con l’obiettivo di sostenere fermamente la Pace:

 

 

Le guerre sono in aumento. Si combatte, si soffre e si muore in Europa, in Africa, in Asia e in America centro-meridionale, ma le armi sono statunitensi, russe, francesi, tedesche, cinesi, italiane.

Sempre più frequentemente ci si avvicina a situazioni di tensione o di non ritorno che rischiano di innescare un conflitto globale tanto più preoccupante per il potenziale degli armamenti nucleari oggi a disposizione dei potenti del mondo.

Non possiamo stare a guardare!

La guerra è causa di distruzione umana ed ambientale; ha come effetti la perdita dei propri affetti, delle proprie case e la fuga dalla propria terra. La guerra porta anche alla cancellazione dall’agenda politica della questione sociale, che è ormai incontenibile ed esplode nelle proteste delle popolazioni.

Come volontarie e volontari dobbiamo gridare il nostro NO alla guerra, alla sua preparazione, a chi la provoca anche per giustificare la produzione e la vendita di armi.

Il volontariato costruisce relazioni, ascolta e risponde ai bisogni sociali, culturali e materiali, è ponte tra i popoli. Il suo obiettivo è far sì che il mondo possa vivere nel rispetto dei diritti umani e nella pace, cercando di far comprendere che “per essere felici è opportuno essere solidali”, perché tutti, in una società globale, condividiamo una quota di responsabilità di fronte alla costruzione di un’umanità più giusta. Facciamoci promotrici e promotori di modelli non aggressivi, impariamo ad individuare, comprendere e prevenire i potenziali conflitti.

Il fine comune è quello di lavorare costantemente per una società inclusiva, per un modello di sviluppo umano più sostenibile a livello globale, per la pace positiva.

La cultura della guerra non ci appartiene.

Facciamo appello alle istituzioni nazionali ed internazionali affinché operino per la soluzione diplomatica dei conflitti, provvedano ad applicare le norme previste contro le violazioni del diritto internazionale, mettano in atto misure efficaci per la prevenzione dei conflitti, favoriscano i processi di disarmo, in particolare riguardo alle armi nucleari, la riduzione delle spese militari e il reinvestimento a sostegno della pace. Diamo una possibilità alla pace. Diamoci una possibilità.

“Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace” (papa Francesco)

 

Data pubblicazione: 25/03/2022

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