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Si corre verso il “Servizio Civile Sportivo”

Dopo quello ambientale, nel 2022 in arrivo il bando per la presentazione di progetti per il Servizio Civile Sportivo.


Con apposito atto di indirizzo, il Ministro per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, ha dato impulso al Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale di attivare, per quanto di competenza, le procedure per l’avvio, agli inizi del 2022, di bandi afferenti progetti in materia di “Servizio Civile Sportivo”.

L’iniziativa del ministro Fabiana Dadone, si colloca nel quadro delle azioni promosse dal Ministro per rafforzare il Sevizio Civile Universale quale strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni, anche in considerazione delle progettualità presenti nel PNRR e delle risorse ad esso destinate. Il progetto, sviluppato dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, fa seguito all’analoga iniziativa che il Ministro Dadone ha avviato in materia di “Servizio Civile Ambientale”, sottoscrivendo un apposito Accordo con il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, nello scorso mese di agosto.

“Tra meno di un mese celebreremo la prima Giornata nazionale del Servizio Civile Universale, istituita con Direttiva del Presidente del Consiglio dell’11 dicembre 2020 e fissata al 15 dicembre di ogni anno. Commenta il Ministro Dadone. “Sarà l’occasione per fare un primo bilancio degli sforzi sinora compiuti dal Governo per promuovere e rafforzare questo istituto di straordinaria valenza formativa e di crescita culturale e sociale per i giovani. Lo avevo annunciato e ho mantenuto l’impegno – continua il Ministro - forte del vivo interesse registrato nel mondo dell’associazionismo e del volontariato”.

“Dopo quello ambientale – conclude Fabiana Dadone - spero che anche quello sportivo possa diventare una realtà operativa e generare benefici concreti per i nostri ragazzi e le nostre ragazze, a cominciare dal 2022, anno europeo dei giovani”.

Negli ultimi anni il valore formativo dello sport nell’educazione si è visto riconoscere una consolidata dignità scientifica (Save the Children, 2021) Grazie ad un’originale e innovativa riflessione pedagogica, le attività motorie sono rientrate finalmente a pieno titolo nelle scienze dell’educazione offrendo una nuova prospettiva culturale. Nelle scuole primarie, dal prossimo anno, gli alunni potranno praticare Educazione motoria con un docente specializzato. Si tratta di una svolta storica, contenuta nella Legge di Bilancio 2022.

Lo sport e le attività motorie infatti sono portatori di uno straordinario potenziale educativo. Oggi più che mai è fondamentale una forte alleanza tra le istituzioni sportive ed educative per attivare una contaminazione positiva di valori universali e intramontabili dello sport, poiché la strutturazione della società richiede un patto culturale e sociale che garantisca in tutti gli ambienti “formali” e “non formali” l’apprendimento di competenze che potrebbero trasformare la vita dei bambini

Lo sport rappresenta la terza agenzia educativa dopo la famiglia e la scuola. In un momento in cui da molte parti si segnala una fase particolarmente delicata vissuta dalle tradizionali agenzie educative, il movimento sportivo non può essere a vantaggio di pochi perché i momenti aggregativi che riesce ad esprimere diventano spesso una vera e propria àncora di salvezza per molti giovani.

I valori educativi dello sport sono fondamentali e possono offrire un contributo decisivo all'educazione e alla formazione dei giovani:

- sostenendo i processi di sviluppo di competenze motorie, cognitive, emotive e relazionali, veicolando valori come il rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente, parità di opportunità, solidarietà; 

- aiutando a maturare, cioè ad ammettere i propri limiti, ma evidenziando le proprie potenzialità; 

- costruendo il successo sulla fatica fisica; 

- stimolando il confronto continuo con se stessi e con gli altri con spirito critico.  

Gli studi dimostrano infatti come le competenze acquisite in ambito sportivo siano trasferibili efficacemente in altri contesti culturali sin dalla primissima infanzia. Lo sport e il gioco, oltre a diffondere i valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole, che sono i principi fondanti di ogni società sana, sono straordinari strumenti per costruire competenze trasferibili in altri contesti di vita. L’organizzazione di una competizione, la definizione dei ruoli, la determinazione dei tempi, le strategie di gioco, sono vere competenze intellettive che si possono trasferire in qualsiasi contesto lavorativo e rappresentano abilità che ognuno dovrebbe essere in grado di mettere in pratica quando deve prendere delle decisioni o preparare un programma di azione.

Le attività di movimento sono occasioni per privilegiare la creatività e l’investimento emotivo, perché l’ottica educativa è di sostenere i processi che portano all’autonomia, alla crescita dell’autostima, alla capacità di iniziativa e alla consapevolezza di sé a vari livelli, fisico ed emotivo.

 

Data pubblicazione: 29/11/2021

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