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Terremoto: ecco la disciplina degli interventi per gli enti di Servizio Civile

In relazione al grave sisma che in data 24 agosto 2016 ha colpito diverse aree nelle regioni Lazio, Umbria e Marche, il Dipartimento della Gioventł e del Servizio Civile nazionale, con una nota pubblicata sul sito, fornisce le indicazioni operative agli Enti di Servizio Civile Nazionale.


Al fine di non intralciare le operazioni di soccorso da parte del Servizio Nazionale della Protezione Civile si chiede agli Enti di Servizio Civile Nazionale di non intraprendere attività di solidarietà che comportino lo spostamento di volontari nelle aree colpite ad eccezione dei casi di seguito specificati.

Attualmente gli Enti di Servizio Civile nazionale autorizzati a dislocare nell’area del disastro i volontari del Servizio Civile Nazionale attualmente in servizio, fatta eccezione per i giovani impiegati nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani” sono:  Arci Servizio Civile nella sua componente Prociv-Arci, Dipartimento della protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Caritas Italiana, Associazione Nazionale Pubblica Assistenze (ANPAS), Confederazione Nazionale Misericordie d’italia, Ente Strumentale della Croce Rossa Italiana (CRI) e Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS).

Gli Enti interessati dovranno far pervenire al Dipartimento della Gioventù e del servizio civile nazionale via e-mail (assegnazionegestione@serviziocivile.it) apposita richiesta. La permanenza nelle aree colpite dal sisma dei volontari è consentita per un massimo di 30 giorni, salvo ulteriore proroga. Le spese di vitto ed alloggio per i volontari in servizio civile che prestano servizio presso gli Enti impegnati nelle zone colpite dal sisma sono ad esclusivo carico di questi ultimi.

Gli Enti che hanno sedi di attuazione nella zona interessata dagli eventi sismici ed un progetto in fase di realizzazione possono chiedere con le stesse modalità la sospensione delle attività ed impegnare i volontari disponibili, ad eccezione dei giovani impiegati nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani”, in attività di soccorso previo consenso del Dipartimento della Protezione Civile o delle Regioni interessate.

I volontari in servizio nell’area interessata dall’evento che, a causa dei danni provocati dal disastro, non possono partecipare alle attività previste dal progetto approvato, sono considerati in permesso straordinario per un massimo di 30 giorni.

Ai volontari in servizio che, a seguito degli eventi calamitosi, hanno subito lutti o feriti gravi in famiglia o le cui abitazioni hanno subito danni e sono dichiarate inagibili, il periodo di permesso straordinario è prorogato di ulteriori 30 giorni.

In caso di crollo e/o di inagibilità della sede di un progetto in fase di realizzazione gli enti interessati informeranno con ogni possibile urgenza il Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale al fine di esaminare le possibili soluzioni concernenti il prosieguo o meno delle attività progettuali.

I  volontari del servizio civile nazionale, ad eccezione dei giovani impiegati nell’ambito del programma europeo “Garanzia Giovani”, che rivestono anche il ruolo di "Volontari di Protezione Civile", possono essere impiegati nelle attività di soccorso nelle aree colpite dal sisma, qualora sia stato richiesto l'intervento di queste ultime dal citato Dipartimento o dalle Regioni interessate.

In fase di prima applicazione tali disposizioni riguardano i Comuni e le relative frazioni di: Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Cittareale e Pescara del Tronto.

 

 

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